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Automazione e lavoro: come non farsi rubare il posto da un robot

Giu 6, 2017

Autore: Raffaele Brilli

Si fa sempre più caldo il dibattito sul tema del rapporto tra automazione e lavoro umano. Spuntano ogni giorno nuovi studi e previsioni statistiche che indicano che in un futuro più prossimo che mai potremmo vedere la nostra sudata poltrona esserci strappata via proprio dal computer che abbiamo di fronte.

Di certo non possiamo ostacolare l’avanzamento della tecnologia, ma senza dubbio possiamo intraprendere alcune misure per evitare questo spiacevole incoveniente che accompagna il progresso. Quali? Ce le racconta la University of Houston, che con un suo recente studio ha localizzato i tratti che rendono una persona più resiliente all’avento dei robot ruba-lavoro.

 

Automazione e lavoro: le prime linee difensive della nostra carriera

 

Quali sono le doti che un automa ancora non è in grado di padroneggiare al pari di noi uomini?

I robot non riescono ad essere più efficienti degli uomini per quanto riguarda le interazioni sociali complesse. Inoltre gli umani sovrastano le macchine quando i compiti richiedono creatività ed un alto grado di complessità al di fuori della routine. Nel momento in cui si necessita di flessibilità, l’uomo riesce meglio.

Queste sinteticamente sono le conclusioni di Rodica Damian, professoressa di Psicologia Sociale e Personalità e direttrice della ricerca. Questa si è basata sull’analisi dei dati tracciati da un campione di 346,660 individui americani su un periodo di circa 50 anni. Ciò che ne emerge è che gli indicatori più fedeli della capacità di un uomo di esser migliore di un’intelligenza artificiale moderna sono principalmente due: il suo Quoziente Intellettivo e la sua curiosità. È stato osservato infatti che i soggetti che sin da tenera età hanno mostrato interesse per le arti o per le scienze siano proprio quelli a minor rischio di sottomissione da parte dei minacciosi robot.

 

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La creatività e la capacità di pensare al di fuori degli schemi sembra essere attualmente, per nostra fortuna, il punto più debole delle macchine intelligenti.

 

Mentre ben poco purtroppo si può fare per elevare il proprio Quoziente Intellettivo, soprattutto in età adulta, lo stesso non si può dire per la creatività. Interessarsi a nuove discipline, mettersi alla prova in campi che non abbiamo ancora sondato e cercare di trarre il massimo dalla comunicazione con il prossimo sono attività che fanno fiorire nell’uomo la qualità di essere più versatile e adottare soluzioni innovative ai problemi quotidiani.

Quindi, a tutti coloro che finora si son sempre adagiati sulle proprie routine, tenta di arrivare il nostro annuncio: provate ad aprire i vostri orizzonti, se non volete che i vostri successi vengano ingurgitati da degli ammassi di circuiti!

Fonte: University of Houston