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Vita Artificiale: la cellula che supera il Test di Turing

Feb 6, 2017

Autore: Raffaele Brilli

In che modo la vita artificiale può essere comparata a quella naturale? Dalla sua composizione molecolare? Dalla capacità di svolgere operazioni più o meno complesse? Dalla sua somiglianza rispetto alle creature biologiche? Alcuni scienziati ritengono che ciò che rende un prodotto dell’ingegno umano paragonabile alla vita sia la presenza in esso di cellule e che queste siano in grado di superare il Test di Turing.

Il tassello essenziale della vita artificiale

Ma come può una cellula, per definizione entità priva di facoltà intellettive, poter superare un test che ruota sull’essere in grado di imitare l’altro? Per chi non lo sapesse il Test di Turing è una nota tecnica di verifica delle capacità di un’intelligenza artificiale ideata da Alan Turing, da cui ne prende il nome. Il test consiste nel far comunicare (generalmente mediante chat) uomo e macchina e, qualora il soggetto umano confondesse il suo interlocutore per un membro della sua stessa specie, questo riceverebbe a pieno titolo l’onorificenza di “macchina intelligente”.

vita artificiale test-turing-2

Eugene Goostman è uno dei più celebri esempi di intelligenza artificiale che è riuscita a superare nella maggioranza dei casi il Test di Turing.

Ma come può essere replicato lo stesso tipo di esperimento su delle cellule? L’opzione proposta dal gruppo di scienziati che ha dato via al progetto, ora pubblicato su ACS Central Science, estende il concetto di comunicazione alle cellule, definendone come linguaggio i segnali chimici che notoriamente queste trasmettono l’una verso l’altra.

Sheref S. Mansy ed i suoi colleghi hanno fornito una prova concreta di questa idea costruendo delle cellule artificiali trasportatrici di lipidi in scala nanoscopica per poi farle interagire con delle colonie batteriche. Sorprendentemente queste forme primordiali di vita artificiale non solo si sono mostrate capaci di “ascoltare” i batteri, reagendo ai loro messaggeri chimici, ma anche di impartire loro comandi attivando chimicamente i loro geni.

Gli stessi ricercatori puntualizzano che ulteriori ricerche devono essere compiute, ma questo primo esame offre la possibilità di poter vedere un giorno esemplari di vita artificiale far parte del nostro mondo.

Fonte: ACS Central Science