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Robot TIM, l’ispettore dell’acceleratore di particelle di Ginevra

Nov 27, 2016

Autore: Raffaele Brilli

Il Large Hadron Collider (LHC), il celebre acceleratore di particelle situato nel sottosuolo di Ginevra, è ad oggi considerata la macchina più complessa mai costruita nella storia dell’uomo. Un dispositivo di tale entità necessita chiaramente di una manutenzione di tutto rispetto e proprio a tale scopo è stato sviluppato il robot TIM, l’automa che si occupa di custodire l’impianto nelle sue condizioni ottimali.

 

Le caratteristiche del robot TIM

 

TIM sta per Train Inspection Monorail e, come il nome esplicitamente suggerisce, ispeziona il lunghissimo tunnel muovendosi su delle apposite rotaie. Inizialmente ideato come elemento del Large Electron-Positron Collider (LEP), il precedente acceleratore di particelle ospitato a Ginevra dal 1989 al 2000, ora il robot si occupa di svolgere tutte le principali operazioni di manutenzione dell’incredibile sistema che negli ultimi anni funge da protagonista per quasi tutte le scoperte della fisica particellare.

 

 

Con il suo design che rimanda alle forme di un lunghissimo lombrico, il robot avanza per tutta la lunghezza del tunnel ad una velocità di 6 km/h, impiegando perciò una durata di circa 5 ore per percorrere interamente i suoi abbondanti 27 kilometri. È provvisto di una estesa gamma di strumenti per tenere sotto controllo lo stato della struttura, come un misuratore di ossigeno, di temperatura, sistemi di mappatura ad infrarossi ed un rilevatore di radiazioni. Altro pregio della macchina è la sua estensibilità: TIM può infatti portare al suo seguito degli appositi vagoni contententi degli “operai meccanici” in grado di svolgere operazioni di manutenzione automatica se sono stati individuati specifici danni, facendo risparmiare un’ingente quantità di tempo agli impiegati in carne ed ossa della struttura.

Attualmente sono due i robot TIM attivi all’interno del Large Hadron Collider e sicuramente gli automi di tutto il mondo non possono che invidiare la loro posizione di addetti ufficiali dell’incredibile acceleratore di particelle.

Fonte: CERN